Chupiti on the road

“Dopo quasi dieci anni di vita “on the road” sono talmente piena di storie che i confini del mio corpo mi fanno male. Ma il solo fatto di sentire dà un senso totale alla mia vita. Ho sempre ripudiato e temuto la noia, la monotonia e lo squallore. Odio il vuoto. Odio la geometria e l’ordine maniacale. Odio le definizioni. Viaggiare è riempire la vita di disordine, di rumore, di sfumature. Non so dire qual è il mio posto preferito, come non so dire qual è la persona migliore che ho incontrato, o il libro più bello che ho mai letto. Le sfumature sono troppe. Sono troppi i parametri da considerare, se vogliamo essere razionali, e se vogliamo buttarla sul sentimentale le emozioni sono troppo vaghe e incerte. Quando viaggio mi piace camminare per le strade, per ore, spesso a caso, col rischio di perdermi. Non mi stanco mai di camminare – i piedi sono il mezzo di trasporto che preferisco. Mi piace vivere in una città, esplorare la sua architettura e i suoi labirinti, riempirla di nuove abitudini e di nuove voci. Non viaggio mai per riposarmi. Viaggio per vivere, per sentire e per imparare. Per conoscere. Nei momenti peggiori della mia vita, in quei momenti in cui sentivo di non avere più un valido motivo per alzarmi la mattina e continuare a vivere, il viaggio è stato l’unica terapia davvero efficace: quando viaggio ogni secondo del mio tempo è prezioso, e vorrei vivere per sempre.”

Ulisse, Chupiti on the Road.

Una ragazza, i suoi viaggi ed io ho l’onore di illustrare il suo/nostro mondo.

http://www.nastorix.it

 

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